La settimana della Lingua italiana nel mondo

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Siamo nel pieno della Settimana della Lingua italiana nel mondo 2017.

A L’Accademia insegnamo l’italiano a chi, come noi, lo ama profondamente e vuole imparare a usarlo al meglio. I nostri studenti ci raccontano di essere arrivati allo studio dell’italiano per i più disparati motivi – amore, lavoro, passioni artistiche e letterarie, eccetera – ma tutti, proprio tutti, sono concordi nel riconoscere come motivo di fondo del loro interesse la ricchezza e la melodiosità della nostra lingua.

Che sia perché amano l’opera di Verdi o perché, dallo studio scolastico del latino, sono passati alla curiosità verso l’italiano; che sia perché nel loro primo viaggio nel nostro paese si sono innamorati dei suoi o dei sapori o perché hanno incontrato qualcuno di cui si sono innamorati; che sia perché adorano la moda e lo stile italiani che si portano dietro le parole giuste per perlarne o perché, da appassionati di cinema, hanno scoperto l’italiano con Fellini e Rossellini o, più di recente, con Garrone o Sorrentino… Qualunque sia la loro motivazione, sono tutti fatalmente, inesorabilmente, innamorati della nostra lingua.

A tutti loro – gli studenti che negli anni si sono avvicendanti nelle nostre aule e quelli che in futuro avremo il piacere di accogliere – va il nostro pensiero in questi giorni. Noi che abbiamo la fortuna di parlare italiano come lingua nativa siamo entusiasti di poter trasferire il nostro sapere a chi dimostra in modo così lampante tutto il suo amore per l’Italia e la sua lingua.

Grazie a tutti!

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L’italiano nelle altre lingue (musica e spettacolo)

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Se è vero, com’è vero, che l’italiano ha conquistato il mondo con le sue parole melodiose e con i suoi prodotti buoni e belli, la presenza di parole italiane (vere o solo italianeggianti, ne parliamo in uno dei nostri podcast) nelle altre lingue è frequente non solo nei campi della cucina e della moda ma anche – e da molto tempo – nella musica.

Non voglio però parlare qui dei tecnicismi della musica soprattutto classica (forte, fortissimo, piano, pianissimo, adagio, moderato, con brio, allegretto, eccetera), ma di quelle che si sono affermate nella lingua più comune. Ce ne sono tante, ma mi limiterò a tre esempi.

Fiasco
Comincio con una parola non proprio positiva. La parola italiana “fiasco” – usata nel senso di fallimento, cosa andata male e non in quello di contenitore del vino – è pressoché universale. La troviamo in inglese, francese, spagnolo castigliano e catalano, portoghese e rumeno; in tedesco, ceco, polacco, albanese e afrikaans è scritta Fiasko, in turco fiyasko, in ungherese fiaskó, in russo фиаско e viene pronunciata più o meno come in italiano. Non ho controllato altre traduzioni, mi pare che per il nostro scopo gli esempi siano abbastanza numerosi, no?
La parola italiana, nel senso del contenitore per il vino, è di provenienza germanica. Non è chiara l’origine del suo significato di “grosso insuccesso” o “delusione delle aspettative”, che pare che possa derivare dal gergo teatrale e riferito a un attore di successo che, in un’occasione in cui aveva portato in scena un fiasco di vino, aveva talmente annoiato il pubblico da farsi fischiare a lungo. Da qui il modo di dire “fare fiasco” o “è stato un fiasco” per indicare uno spettacolo che non ha avuto il successo sperato.

Diva
La diva era la cantante d’opera famosa, talvolta nota anche per il suo comportamento da “prima donna” (altra espressione italiana passata alle altre lingue), cioè arrogante e/o capriccioso. In inglese, francese, tedesco, danese, russo, e tante altre lingue la parola diva viene usata in senso positivo per indicare una donna protagonista del mondo dello spettacolo, della tv o di altri settori dove la visibilità è notevole; ma il significato sovrapponibile di “prima donna”, quindi negativo, resta in molte lingue.
L’origine della parola italiana è latina, e “diva” è la dea, una divinità femminile. Facile intuire il perché il significato traslato sia passato all’artista famosa, non trovate?

Maestro
Il musicista di talento, il direttore d’orchestra di fama mondiale, ma anche (di rimbalzo) l’esperto, la persona molto capace in un certo campo o in una certa attività. Ecco il “maestro”, titolo che in italiano spetta ai musicisti classici professionisti diplomati al conservatorio, ma che ha un significato tanto noto da essere usato, riferito sia ai musicisti sia agli esperti in genere in inglese, francese, tedesco, spagnolo, russo, eccetera.
Come per “diva” la parola “maestro” è di origine latina (viene da magister, derivato da magis che significa “più”). Il più bravo, quindi, o comunque, più bravo di altri, nella musica o in altri campi.

Ho scelto queste poche parole come esempio della diffusione dell’italiano nelle altre lingue, restringendo il campo alla musica. Più avanti vi proporrò altre parole che vengono da altri settori, ma se intanto volete proporre delle parole italiane che usate nella vostra lingua o che semplicemente vi piacciono, commentate pure qui sotto o su Facebook.

 

Fonti:

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Perché settembre

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Ormai è noto, se scegliete L’Accademia per noi è importante fare in modo che vada tutto bene. Così ogni tanto vi diamo dei consigli per rendere perfetta la vostra vacanza studio. Continua a leggere

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Cosimo: 250 anni fra le fronde

Come sanno i nostri lettori affezionati, a L’Accademia amiamo molto Italo Calvino.

Come poteva sfuggirci, dunque, il 250° anniversario del gesto simbolico più importante della sua narrativa?

Il 15 giugno 1767 Cosimo Piovasco di Rondò sale sugli alberi per non dover mangiare le lumache e non ne scende mai più. Un gesto ribelle, degno dell’eroe più nobile, in cui molti italiani della nostra generazione e di quelle successive si sono identificati.

L’idea di scappare via per una vita avventurosa fra le fronde è sembrata a molti di noi, bambini, una meravigliosa alternativa al piatto pieno di cibi sgraditi che i nostri genitori ci mettevano davanti.

Una volta cresciuti abbiamo scoperto che quei cibi non erano poi così male, ma non abbiamo perso la nostra fascinazione per Cosimo, un bambino – poi uomo – che tiene fede alla propria decisione anche a costo di una vita scomoda.

Il barone rampante (pubblicato giusto 60 anni fa, un altro anniversario tondo tondo!) è uno dei nostri romanzi preferiti di sempre. E ogni volta che lo rileggiamo, ci racconta la sua storia da un punto di vista nuovo che possiamo scoprire solo crescendo.

E voi avete degli eroi (o delle eroine) dell’infanzia che ancora oggi, da grandi, vorreste somigliare?

 

PS: Per approfondire l’argomento, un interessante articolo su Artribune.

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L’italiano sotto assedio (o forse no)

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Gli angli(ci)smi, o inglesismi che dir si vogliano, stanno uccidendo l’italiano?

Ci sono decine, centinaia, forse migliaia fra libri, articoli, post, ecc., sull’argomento. Spaziano dalla denuncia dell’imminente fine della lingua italiana al plauso per l’arricchimento della nostra lingua con l’apporto di nuove parole. E in mezzo, tutte le sfumature del grigio che riuscite a vedere. Continua a leggere

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Formarsi per formare. A luglio “L’italiano settoriale tra storia e letteratura, politica e diritto”

Da tempo oramai ci dedichiamo alla formazione destinata ai docenti di italiano come LS e L2, e abbiamo proposto laboratori di una giornata che affrontavano argomenti importanti, come l’uso del movimento e delle canzoni, dei video e delle pubblicità. Ogni incontro è stato un momento di crescita, umana e professionale, e dal confronto con i colleghi sono nate idee nuove che ogni insegnante ha poi utilizzato nelle proprie lezioni, rinnovandosi un po’. Continua a leggere

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Un libro per chi ama l’italiano

Di solito non lo facciamo, ma oggi, in occasione della Giornata Mondiale del Libro, vorremmo consigliarvi un libro. Continua a leggere

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Ma che ci fa la capra sotto la panca?

Inauguro finalmente la sezione “Se l’arcivescovo di Costantinopoli” di questo blog, parlando di scioglilingua. È anche il tema del Podcast #3 (che mi sono davvero divertita a registrare!). Insomma, è l’argomento del momento (del mio momento, scusate se sono un po’ autoreferenziale). Continua a leggere

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Cose che… solo in Sardegna!

I nostri studenti scelgono Cagliari perché vogliono fare una vera e propria immersione nella lingua e nella cultura italiana. Scelgono Cagliari perché possono alternare lo studio dell’italiano alla tintarella sulla spiaggia a due passi da scuola. Scelgono Cagliari per non perdersi tra i turisti ma per stare con le persone del posto. Continua a leggere

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Primo Levi (1919-1987)

Trent’anni fa moriva, suicida, Primo Levi.  Vogliamo ricordarlo con l’incipit di uno dei suoi libri più importanti, “Se questo è un uomo“.

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

In tempi così incerti, ricordare quello che è successo in passato può aiutarci a evitare altri orrori.

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