Benvenuta primavera!

fiori di pesco

Filastrocca di primavera
più lungo è il giorno, più dolce la sera.
Domani forse tra l’erbetta
spunterà la prima violetta.
O prima viola fresca e nuova
beato il primo che ti trova,
il tuo profumo gli dirà,
la primavera è giunta, è qua.
Gli altri signori non lo sanno
e ancora in inverno si crederanno:
magari persone di riguardo,
ma il loro calendario va in ritardo.

[Gianni Rodari, da “Il secondo libro delle filastrocche”]

A qualunque italiano nato durante o dopo gli anni Settanta è sicuramente capitato di imparare a memoria una filastrocca di Gianni Rodari durante gli anni della scuola elementare.

Abbiamo scelto la sua Filastrocca della Primavera perché ci ricorda gli anni felici dell’infanzia, quando la primavera ci dava davvero la felicità ingenua tipica dei bambini. A dire il vero, anche ora che siamo adulti, noi de L’Accademia sentiamo molto il clima di rinascita che la bella stagione porta con sé. Ma forse è perché in fondo restiamo degli eterni bambini…

In tempi di cambiamenti climatici non è più così facile capire quando arriva la primavera. A Cagliari gli inverni si fanno sempre più miti e gli alberi fioriscono prima rispetto a quando, sui banchi di scuola, imparavamo le poesie di Rodari, ma questo non ci toglie la gioia delle giornate che si allungano, del sole che scalda la pelle, del risvegliarsi della natura intorno a noi.

Allora vi invitiamo a venirci a trovare: è questo il momento migliore per programmare il vostro corso di italiano nella Città del Sole.

Vi aspettiamo!

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Informazioni su Stefania

pigra ma energica (indole felina)
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Una risposta a Benvenuta primavera!

  1. Valeria ha detto:

    Anche se quest’ anno l’ inverno non si è fatto vivo e abbiamo avuto più che altro un lungo, lunghissimo autunno, l’ arrivo della primavera porta sempre nuova carica ed energia e vedere che le ore di sole sono sempre di più mette subito di buon umore :).

    Anch’ io ho conosciuto Gianni Rodari tra i banchi delle elementari, le sue filastrocche mi piacevano tanto allora e mi piacciono molto anche oggi! Questa sua filastrocca della primavera non la conoscevo, ma ricordo ancora quella imparata a scuola … tanti, tanti, anni fa … era questa:

    Giovannino Perdigiorno
    ha perso il tram di mezzogiorno,
    ha perso la voce, l’appetito,
    ha perso la voglia di alzare un dito,
    ha perso il turno, ha perso la quota,
    ha perso la testa (ma era vuota),
    ha perso le staffe, ha perso l’ombrello,
    ha perso la chiave del cancello,
    ha perso la foglia, ha perso la via:
    tutto è perduto fuorchè l’allegria.

    [Gianni Rodari, I viaggi di Giovannino Perdigiorno]

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