Il mio viaggio per la città

Uno dei nostri studenti una volta ci ha raccontato di essere andato al Museo Archeologico di Cagliari due volte. Per un amate di storia e cultura come lui, una non era bastata per poter apprezzare tutto  quello che il Museo offre. Sentite voi stessi le sue parole qui.

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Tuvixeddu, Cagliari

Non so se tutti i cagliaritani se ne rendano conto, io stessa l’ho capito soprattutto dopo aver aperto L’Accademia e aver visto l’entusiasmo dei miei studenti: Cagliari, è ricca di storia e di tesori inimmaginabili e di grande valore che raccontano di un’isola da sempre terra di conquista, dove tante sono le testimonianze del passaggio di altri popoli. Si, da queste parti sono passati in tanti e ne troverete traccia.

La presenza di questo bizzarro animale chiamato uomo risale al Neolitico antico, un sacco ti tempo fa insomma, e già allora ha lasciato tracce a testimoniare il suo passaggio.

Stabilito che tutto iniziò in un tempo lontano, cominciamo ad elencare  alcuni di quei segni che tutti i nostri gentili ospiti hanno lasciato. Immaginiamo di iniziare un viaggio nel tempo e scoprire queste tracce nell’ordine in cui sono state lasciate. Una delle più antiche è la Necropoli  di Tuvixeddu:  fenicio-punica, è la più vasta di tutto il bacino del Mediterraneo. Si sviluppò tra il VI e il III secolo a.C.. Particolarmente interessante per i suoi esempi, rari in tutto il mondo punico, di una tradizione di pittura parietale di matrice nord-africana.

Risaliamo sulla nostra macchina del tempo che andiamo avanti di qualche anno. Data la posizione della Sardegna al centro del Mediterraneo, i Romani non ci pensarono due volte e arrivarono sull’isola dove lasciarono infinite testimonianze, la più importante delle quali è l’Anfiteatro. Datato tra la fine del I e la metà del II secolo d.C, è il più importante edificio pubblico dell’epoca romana in Sardegna , periodo in cui (quasi tutta)l’isola era sotto la dominazione dell’Impero Romano. La gran parte delle gradinate, l’arena e vari corridoi furono intagliati nel banco roccioso. Aveva una capienza di circa 10.000 spettatori che potevano assistere a lotte fra uomini e belve (venationes), all’esecuzione di pene capitali, e lotte tra gladiatori (munera). Fino a qualche tempo fa ospitava concerti, opere e musical. Un modo diverso di usare uno spazio nato per ben altri scopi!

La sosta successiva la facciamo in un’epoca già più vicina a noi e andiamo a vistare la Basilica di San Saturnino. Sorta come martirio del Santo, la basilica venne donata ai monaci Vittorini di Marsiglia ma durante la prima metà del 1300, il monastero venne gravemente danneggiato, cadendo del tutto in rovina un secolo dopo. Anche in questa basilica furono effettuati scavi per la ricerca dei cosi detti “corpi santi” (reliquie di martiri o presunti tali, erano tempi di Controriforma, si sa, e la chieda doveva riaffermare la sua grandezza). Fu la congregazione dei Medici e degli Speziali ai quali fu concessa nel 1714 che la intitolarono ai SS. Cosma e Damiano. Come gran parte della città, anche questa basilica subì importanti danni durante la II Guerra Mondiale. Subì in seguito vari restauri, fino ad essere nuovamente riaperta al culto nel 1996

La nuova tappa del nostro viaggio nel tempo ci porta a scoprire le Torri pisane, cioè la torre dell’Elefante e di San Pancrazio sono uno dei simboli della città, tanto che le torrette sono state riprese nel palazzo civico di Via Roma. La torre di San Pancrazio in particolare, è la porta d’ingresso di Castello, il quartiere  che sorge sul colle dove le più importanti autorità civili e religiose si trasferirono dopo che, nel 1258, la città passò in mani pisane. Le torri e le possenti mura che circondano il quartiere furono costruite quando, all’inizio del XIV secolo, l’isola passò agli spagnoli, in previsione degli attacchi delle truppe del re aragonese. Sconsigliamo la visita a chi soffre di vertigini, potete tranquillamente fermarvi ad ammirare il paesaggio da uno dei locali più in voga della città.

Di nuovo a bordo e arriviamo alla Cattedrale. Intitolata a Santa Maria, si ha documentazione dal 1255. Assunse al rango di cattedrale in epoca pisana ed ebbe come patrona Santa Cecilia. La cattedrale subì diversi restauri per cui è possibile ritrovare elementi pisani, spagnoli e barocchi. L’attuale facciata, in stile “romanico lucchese”, è del 1925.

L’ultima fermata la facciamo al  Bastione di Saint-Remy , dove oggi si trovano locali alla moda, fino a qualche anno fa ospitava il mercatino dell’usato della domenica mattina (ho dei bellissimi ricordi di quando sono andata a vendere le cianfrusaglie di casa per racimolare qualche soldo per la gita di fine anno).Ma i suoi trascorsi sono decisamente più importanti, è uno dei complessi monumentali di maggior pregio della città di Cagliari. Fu costruito sulle antiche cortine difensive del circuito fortificato della città medievale.

La passeggiata coperta e la maestosa terrazza Umberto I, furono progettate nel 1896 da Giuseppe Costa e Fulgenzio Setti. L’imponente struttura, realizzata in stile classicheggiante è composta da colonne in calcare di colore bianco e giallo con capitelli in stile corinzio; venne inaugurata nel 1901. Durante il corso degli anni, gli ampi spazi della passeggiata coperta furono adibiti a molteplici utilizzi. Inizialmente utilizzata come sala banchetti (immaginatevi che atmosfera!), in epoca bellica divenne un’infermeria e successivamente rifugio per gli sfollati durante la Seconda Guerra Mondiale.

Per il momento il nostro viaggio finisce qui, spero di avervi mostrato che Cagliari non è solo una bella cittadina sul mare dove passare le vacanze estive ma un luogo che ha da raccontare, con la sua storia di dominazioni, popoli di passaggio o dal lungo soggiorno. E le testimonianze sono tante.

Ora tocca a voi partire, noi vi aspettiamo a destinazione.

 

 

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L'Accademia - Scuola di Italiano (Cagliari)
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