Cagliari per tutti i gusti

Jean Brunhes, che si occupava di geografia umana, diceva: “Mangiare è incorporare un territorio”.

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Malloreddus alla campidanese


La Sardegna ha piatti per tutti, ma, a voler essere onesti, trovare ricette per vegani e vegetariani non è la cosa più semplice del mondo. Per  lo meno non lo è stata per me, amante come sono degli arrosti di ogni tipo di carne.

Ho cercato di buttare giù una lista: possibile che con tutti i matrimoni a cui sono stata, le pasquette e i ferragosti trascorsi in agriturismo, io non abbia mangiato niente che non fosse a base di carne o pesce?

In realtà, navigando su internet e intervistando amici che hanno fatto scelte alimentari diverse dalle mie, qualcosa l’ho trovata (e mi sono ricordata di averla mangiata, ma date le mie preferenze alimentari, l’avevo scordato).

La prima cosa che ho ripescato tra i miei ricordi sono i carciofi. Non so come ho fatto a non pensarci subito visto che la leggenda familiare più raccontata a casa mia è che sia stato proprio uno dei miei bisnonni a portare le coltivazioni di carciofi dal nuorese al Campidano. Io non so se sia vero, ma sembra che praticamente tutti i cugini da parte di mio padre abitino su quelli che un tempo erano dei campi destinati alla coltivazione di questo delizioso fiore spinoso.

Allora, il carciofo lo cuciniamo in tutti i modi: semplicemente crudo in insalata, fritto, nel tegame con le patate (che io adoro e che va bene i nostri amici vegani). Ma anche con un pizzico di bottarga diventando così antipasto, contorno o condimento per la pasta. L’importante è che sia di stagione!

Un altro piatto che sicuramente riscuoterà successo tra i nostri lettori vegetariani è la fregola, che però è fatta con le uova (insomma, i vegani possono andare oltre). Si tratta di una pasta di grano duro simile al cous cous che cuciniamo un po’ con tutto. La versione più famosa e amata è quella con le arselle (o vongole?), quella più curiosa è forse quella con le lumache (esiste, e io l’ho mangiata, ovviamente) ma anche quella con le verdure si difende bene: zucchine, melanzane e peperoni insieme, si sa, sono una delizia per il palato.

Anche altri piatti hanno due versioni: una “classica” e una più leggera perché preparata con le verdure, come ad esempio la panada. Si tratta di una sorta di crostata di pane, solitamente con un ripieno di anguille o agnello, ma che può essere farcita anche con patate e verdure. Certo, le nostre maestre di cucina storceranno un po’ il naso quando chiederete che venga preparata senza lo strutto, ma si sa, i tempi e gusti delle persone cambiano e la cucina si adatta.

lorighittas

Lorighittas

A Morgongiori, un piccolo centro della Marmilla, preparano una pasta molto particolare. Sono due fili intrecciati e chiusi a formare un bracciale (per bambini, date le dimensioni).

Si chiamano Lorighittas: un tempo si preparavano per la festa di Ognisanti e si condivano con sugo di carne, ma anche con un sugo semplice andrà benissimo.

Un’altra cosa a cui non avevo pensato (e qui le mie insegnanti si stupiranno) è la coccoi prena. È una specie di canestrello di pasta preparata con farina e semola fine ripieno di patate, formaggio e menta.

Difficilmente lo troverete sui menù dei ristoranti, ma il minestrone, fatto con gli ingredienti genuini che la Sardegna produce, è uno dei piatti più consumati in inverno. Ne esiste persino una versione detta “dei centenari” preparato con fave, fagioli e ceci secchi, carote, zucchine, aglio, prezzemolo, basilico e pepe nero. E, ovviamente, la fregola.

Come nel resto d’Italia, anche in Sardegna si impastellano e friggono tutti i tipi di verdura e non solo, io ho mangiato persino le foglie di salvia insemolate e fritte. Ah, per informazioni sull’italiano in cucina, potete leggere qui.

A questo punto non mi resta che augurare buon appetito a tutti!

PS: se volete farvi un’idea più approfondita della nostra tradizione culinaria visitate la pagina di Patrizia, sono certa che vi verrà l’acquolina in bocca.

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