Cosimo: 250 anni fra le fronde

Come sanno i nostri lettori affezionati, a L’Accademia amiamo molto Italo Calvino.

Come poteva sfuggirci, dunque, il 250° anniversario del gesto simbolico più importante della sua narrativa?

Il 15 giugno 1767 Cosimo Piovasco di Rondò sale sugli alberi per non dover mangiare le lumache e non ne scende mai più. Un gesto ribelle, degno dell’eroe più nobile, in cui molti italiani della nostra generazione e di quelle successive si sono identificati.

L’idea di scappare via per una vita avventurosa fra le fronde è sembrata a molti di noi, bambini, una meravigliosa alternativa al piatto pieno di cibi sgraditi che i nostri genitori ci mettevano davanti.

Una volta cresciuti abbiamo scoperto che quei cibi non erano poi così male, ma non abbiamo perso la nostra fascinazione per Cosimo, un bambino – poi uomo – che tiene fede alla propria decisione anche a costo di una vita scomoda.

Il barone rampante (pubblicato giusto 60 anni fa, un altro anniversario tondo tondo!) è uno dei nostri romanzi preferiti di sempre. E ogni volta che lo rileggiamo, ci racconta la sua storia da un punto di vista nuovo che possiamo scoprire solo crescendo.

E voi avete degli eroi (o delle eroine) dell’infanzia che ancora oggi, da grandi, vorreste somigliare?

 

PS: Per approfondire l’argomento, un interessante articolo su Artribune.

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Informazioni su Stefania

pigra ma energica (indole felina)
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2 risposte a Cosimo: 250 anni fra le fronde

  1. zoppaz ha detto:

    Condivido l’amore per Calvino, il Barone rampante poi, segna una rottura culturale enorme con il neoralismo e i romanzi su guerra e Resistenza che hanno caratterizzato la nostra letteratura anche successivamente. Voto per la trilogia degli antenati, tra i miei ricordi di infanzia, e aggiungo anche I fiori blu di Raymond Queneau, naturalmente nella traduzione calviniana che ha saputo rendere i numerosi giochi di parole in un modo raro!

    Mi piace

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