Ti sai destreggiare fra eventi sinistri?

Destra e sinistra sono parole così normali che raramente ci fermiamo a pensare all’uso che se ne fa.

Certo, principalmente ci servono per indicare una direzione o un lato del nostro corpo, ma moltissime sono le parole italiane derivate da questi termini che non solo non indicano direzioni o posizioni, ma trasmettono un senso decisamente positivo (di solito destra) e negativo (di solito sinistra). E non stiamo parlando di politica!

L’Italia è un paese in cui, fino a pochi decenni fa, si correggevano i mancini perché, si pensava, la sinistra è “la mano del diavolo”. Schiere di bambini mancini costretti a scrivere – male – con la mano destra (ai meno fortunati il braccio sinistro veniva legato dietro la schiena, che orrore!). Capite bene, quindi, che tutto ciò che è sinistro non può che avere un senso negativo (il male è sempre pronto a colpirvi con un tiro mancino, appunto).

Ed ecco allora che l’aggettivo “sinistro” significa sfavorevole e infausto, ma anche lugubre e minaccioso, mentre come nome è riservato agli incidenti (ne sanno qualcosa le assicurazioni auto), alle sciagure e alle disgrazie in genere. A quanto pare, gli auspici che provenivano da sinistra – ma chi l’aveva deciso, poi? – erano nefasti, di qui la cattiva fama del lato “del cuore”. La cui posizione, sembrerebbe, pur nel suo status di organo egemone, non ha mai scalfito il predominio della destra.

A destra, invece, è tutto un fiorire di belle parole (o quasi): la destrezza è l’abilità a fare bene e presto (e infatti il “furto con destrezza” finisce spesso nei film); si offre il destro per dare un’occasione di fare o dire qualcosa; il cavallo di razza è un destriero, si addestrano persone e animali (il che non è sempre positivo, a pensarci bene) a fare qualcosa e ci si destreggia, cioè si procede con destrezza, evitando gli ostacoli. E non manca, naturalmente, un aggettivo negativo che indichi chi non se la cava benissimo: maldestro. Non è un caso, quindi, che i mancini corretti siano spesso molto maldestri.

Pur non essendo mancina, ho sempre avuto simpatia per la sinistra, tanto da invidiare i mancini. Mi è sempre piaciuta la posizione strana che assumono quando scrivono, o l’effetto un po’ bizzarro dei gesti più normali fatti “con l’altra mano”. Ad esempio il gesto per i “du’ spaghi” (usato per proporre di mangiare degli spaghetti), che mi fa sempre molta tenerezza.

A proposito, indovinate un po’ da cosa deriva la parola “mancino”? Viene dal latino, da mancus, che significa monco, debole, storpio. Insomma, per la sinistra, mai una gioia!

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Informazioni su Stefania

pigra ma energica (indole felina)
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